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La zia Alice

Continua a credere in qualcosa solo se pensi ne valga la pena.

Alice

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Ciao, vieni nel mio blog...ho un regalino per te!!!
...un bacio...
Nov. 8
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September 25

Sì.

 
Mi manchi,cazzo.
E lo sai.
 
June 26

Semplicità

 
"Vuoi essere il mio amico del cuore?"
"Uhm...va bene!"
 
Spiazzata,sono rimasta lì a guardarli mentre si allontanavano per manina.
Edoardo e Omar, 9 anni. Credo, almeno.  xD
Non si sono divisi per tutta la mattina, ridendo come matti correvano per tutto il centro sportivo facendomi dannare.
Può sembrare ua cosa stupida, ma mi ha fatto pensare.
 
Pensare con quanta facilità creavamo legami, talvolta indissolubili, quando eravamo più piccoli.
A come sapevamo fidarci l'uno dell'altra, il pensiero del tradimento o del dispetto non ci sfiorava nemmeno. Oppure i torti venivano perdonati subito, perchè l'unica cosa che contava davvero era giocare insieme.
Giocare a qualsiasi cosa, anche a robe stupide!
Mi ero trovata il morosetto con uno schiocco di dita, eravamo così teneri  *-*
Era facile e bellissimo fare dei progetti sconclusionati per il futuro... Cose che sapevamo non si sarebbero avverate, ma sognare era bello...
Era facile credere a tutte le balle che mi raccontavano al mare Giovanni, Enrico e Giacomo...
 
Tutto era così semplice!
 
Mi chiedo perchè crescendo ci si complichi così la vita.
Mi hai copiato, mi hai parlato male dietro alle spalle, blablabla.
Perchè ci facciamo tutti sti problemi?Perchè non basta un sorriso, una stretta di mano e magari un biscotto diviso in due per diventare amici?
Soffriamo per amore, e tanto.
Soffriamo per essere stati traditi da un'amica.
Troppi problemi.
 
Sarebbe troppo bello tornare a vivere con semplicità...
 
 
 
June 05

Grazie Enrico. (:

 
Non ho intenzione di raccontare tutta la storia,questo rimane tra me e pochissime altre persone.
Voglio fare un ringraziamento speciale ad una persona.
A te, Enrico.
 
Sì,ecco,non è finita bene. Ma dopotutto mi sta anche bene,sono stata una pirla e ne pago le conseguenze.
Ti devo ringraziare perchè tu hai dato tantissimo,è gran parte merito tuo se oggi sono così.
Tu forse non ti ricordi,ma quando hai iniziato a scrivermi ero in periodo di acidità estrema,ero di un'antipatia unica! Non so come hai fatto,non mi ricordo,sta di fatto che mi sono trasformata in una persona decente da lì a un mese,scrivendomi con te.
 
Mi hai insegnato ad essere dolce,ad apprezzare i piccoli gesti come la tua lettera,che è una delle cose più preziose che ho.  (:
Mi hai insegnato che i per sempre non esistono,tranne il tuo. Perchè io ci credo,eh   u_u
Mi hai insegnato che non c'è tempo da perdere,che nessuno si ferma ad aspettarti.
Mi hai insegnato che con il tempo le ferite guariscono.  (Sì bè,in sto caso non è che abbia aiutato molto   =D)
 
Le lacrime le hai meritate tutte,lo stesso vale per i sorrisi e i sospiri   :]
Non voglio dilungarmi anche se avrei tante cose da dire...
 
Grazie di tutto,ti voglio benissimo.
 
Spero apprezzerai,nonostante tutto.  ^^
 
February 27

Twilight

 
"Mi hai spiata?". Mi sforzai di imprimere alla mia voce un tono indignato ma, non so come, non ci riuscivo. Anzi, mi sentivo lusingata.
Lui non fece una piega. "Cos'altro c'è da fare, di notte?"
Lasciai correre ed entrai in cucina. Mi precedette senza bisogno che gli facessi strada. Si sedette proprio dove avevoi provato ad immaginarlo. La cucina risplendeva della sua bellezza. Distogliere lo sguardo era un'impresa.
Mi concentrai sulla cena, presi le lasagne della sera prima dal frigorifero, ne tagliai un quadrato che posai su un piatto e lo misi a scaldare nel microonde. Le lasagne iniziarono a girare e a riempire la stanza del profumo di pomodoro e origano.
Parlai senza staccare gli occhi dal forno.
"Quante volte?", chiesi,disinvolta.
"Come?". Sembrava l'avessi distolto da chissà quale catena di pensieri.
Non mi voltai. "Quante volte sei venuto qui?"
"Vengo a trovarti quasi tutte le notti".
Mi voltai di scatto, stupita: "Perchè?"
"Sei interessante quando dormi". Lo diceva come se niente fosse. "Parli nel sonno".
"No!" sbottai, rossa di vergogna fino ai capelli. Mi appoggiai al piano di cottura per sostenermi. Certo che sapevo di parlare nel sonno: mia madre mi aveva sempre preso in giro per questo. Però noon avrei mai pensato di dovermene preoccupare anche lì.
Era dispiaciuto, glielo leggevo negli occhi. "Sei tanto arrabbiata con me?"
"Dipende!". Mi sentii -e parlai- come se qualcuno mi avesse rubato l'aria.
Aspettò che chiarissi.
"Da..." mi sollecitò dopo un po'.
"Da quel che hai sentito!", strillai.
All'istante, in silenzio, si materializzò al mio fianco e mi prese le mani con delicatezza.
"Non esserne così sconvolta!". Si chinò su di me e da pochi centimetri di distanza mi fissò negli occhi. Ero imbarazzata, e cercai di distogliere lo sguardo.
"Ti manca tua madre", sussurrò. "Sei preoccupata per lei. E il rumore della pioggia ti inervosisce. All'inizio parlavi molto di casa tua, ora lo fai più raramente. Una volta hai detto: <è troppo verde>". Rise piano, nella speranza -lo vedevo bene- di non offendermi ulteriormente.
"E che altro?"
Sapeva dove volevo arrivare. "Hai pronunciato il mio nome." ammise.
Sospirai rassegnata: "Tante volte?"
"Quante sarebbero precisamente <tante>?"
"Oh no!" chinai la testa.
Cercò di consolarmi, stringendomi al petto dolcemente, con naturalezza.
"Non prendertela con te stessa" mi sussurrò in un'orecchio. "Se fossi capace di sognare, sognerei te. E non me ne vergogno".
 
 
Edward Cullen e Bella Swan, Twlilght